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86% medici boccia decreto su esami diagnostici

86% medici boccia decreto su esami diagnostici

Decreto appropriatezza decisamente bocciato dai medici di medicina generale. Lo dice un'indagine del Centro studi della Fimmg, su un campione rappresentativo di oltre mille dottori di famiglia. Accolto con grande preoccupazione e disagio, la stragrande maggioranza (86%), ritiene che il provvedimento incida in modo fortemente negativo nel rapporto fiduciario con il paziente sino a causarne motivo di conflitto ('molto' per il 47% del campione e 'abbastanza' per il 39%). Anche se molti medici (41%) riferiscono di avere avuto, in questi giorni, una maggior attenzione nella prescrizione diagnostica: il 37% ha cercato di applicare il decreto e un 10% ha direttamente evitato di prescrivere gli esami citati. Secondo lo studio il 90% degli intervistati ritiene che il decreto potrebbe condizionare sfavorevolmente anche il rapporto tra medici di medicina generale e specialisti, amplificando così ulteriormente il conflitto sull'assistito. La maggioranza del campione, inoltre, non crede che possa produrre risparmio complessivo per il Servizio sanitario nazionale e tantomeno una vera maggiore appropriatezza nell'attività prescrittiva. Opinione diffusa dei medici, dichiara Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg, è che "questo decreto condiziona fortemente le attività di prevenzione e diagnosi precoce che appartengono da sempre alla medicina generale, tanto da farlo interpretare, dalla grande maggioranza, come un atto di smantellamento del Ssn sul territorio a favore del mondo delle assicurazioni". Ma il disappunto dei medici si trasforma in "indignazione e protesta da parte degli assistiti", sottolinea il responsabile del Centro studi della Fimmg, Paolo Misericordia. Non sono pochi gli atteggiamenti di incomprensione, delusione è molto spesso anche di rabbia, da parte dei pazienti, segnalati dai camici bianchi. 
 


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