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Studio: troppo zucchero fa male al cervello

Studio: troppo zucchero fa male al cervello

22 gennaio 2016 - Lo zucchero se in eccesso può diventare un killer spietato per il cervello, inibendo la riproduzione delle cellule staminali coinvolte nell'apprendimento e nella memoria. Lo hanno scoperto i ricercatori della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Cattolica di Roma: in presenza di concentrazioni elevate di glucosio, come quelle che possono verificarsi in caso di diabete, le staminali del cervello, fondamentali per i processi di apprendimento e memoria, nonché per la riparazione dei danni cerebrali non riescono più a riprodursi. Non si garantisce più, dunque, il necessario ricambio di neuroni nell'ippocampo, centro nevralgico della formazione dei ricordi. Nello studio, pubblicato nell'edizione online della rivista Cell Reports, l'équipe ha inoltre osservato che nel cervello di animali sottoposti a una dieta ipocalorica, aumenta il numero di staminali cerebrali.
I gruppi di ricerca di Giovambattista Pani (patologia generale) e Claudio Grassi (fisiologia umana), in collaborazione con ricercatori dell'Istituto di fisica, mostrano che un eccesso di glucosio compromette la funzione di tali cellule, riducendo la loro capacità di moltiplicarsi. Viene così allo scoperto uno dei motivi per cui, come largamente riconosciuto dalla comunità scientifica, una dieta scorretta e troppo ricca di zuccheri deteriora le performance cognitive. "Abbiano inizialmente esaminato - ha spiegato Pani, ideatore dello studio - cosa avviene in provetta quando le staminali neurali sono esposte a un eccesso di glucosio. Questa condizione sembra impedire alle cellule - normalmente presenti nell'ippocampo, sede della memoria - di autorinnovarsi". Troppo zucchero, in pratica, brucia le riserve cellulari che servono al cervello per produrre nuovi neuroni. Partendo da tale osservazione il lavoro ha esplorato nel dettaglio il meccanismo molecolare che sta alla base dell'effetto del glucosio sulle staminali, rivelando un complesso sistema di 'percezione dei nutrienti', che coinvolge due molecole note ai neuroscienziati: il fattore di trascrizione Creb e la Sirtuina1, quest'ultima nota per i suoi effetti sulla longevità. "Il nostro lavoro - ha detto Grassi - ha svelato un nuovo meccanismo di regolazione delle cellule staminali cerebrali che, probabilmente, rappresenta un meccanismo generale di controllo del compartimento staminale in risposta a diversi stimoli. Le vie molecolari da noi individuate potrebbero essere bersaglio di interventi nutrizionali e farmacologici volti a preservare e potenziare questa importante 'riserva cellulare' presente nel nostro cervello, soprattutto nel corso dell'invecchiamento e nelle malattie neurodegenerative".


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